La personale del docente e musicista originario di Casalbordino presso la Sala Mattioli in pieno centro a Vasto VASTO.

“Riflessi. L'arte, il colore, uno specchio di noi, l'Eco di una possibile identità da assumere”, così si intitola la personale curata da Guerino Taresco, che sarà possibile visitare dal 20 al 26 gennaio, dalle ore 16. alle 20, presso la sala “R. Mattioli”.

La personale del docente e musicista originario di Casalbordino presso la Sala Mattioli in pieno centro a Vasto VASTO.

“Riflessi. L'arte, il colore, uno specchio di noi, l'Eco di una possibile identità da assumere”, così si intitola la personale curata da Guerino Taresco, che sarà possibile visitare dal 20 al 26 gennaio, dalle ore 16. alle 20, presso la sala “R. Mattioli”.

“Da un paio di anni avverto una sorta di formicolio, un mix tra intenzione e piacere che mi ha pian piano avvicinato alla pittura e ancora continua a farlo. Nasco come autodidatta, mi sono formato, come accade oggi molto spesso, grazie ai tanti video tutorial disponibili in rete, guardando cataloghi o andando in giro a visitare mostre”.

Taresco, originario di Casalbordino, docente di contrabbasso presso il Liceo Musicale, nonché molto conosciuto in zona per essere parte del trio “Taraf de Gadjo”, descrive così il suo primo approccio all’arte pittorica.

Artista, quindi, poliedrico, l’abbiamo incontrato prima dell’inaugurazione della mostra, per farci dare qualche coordinata sulla sua esperienza e rendere più consapevoli i visitatori di cosa li attende.

“Ad inizio estate mi sono ritrovato in casa da solo e d’istinto ho preso in mano un piccolo set amatoriale di spatole di mia moglie che faceva la restauratrice. Un paio di tubetti vecchi di colore e ho cominciato ad agire su una vecchia tela dipinta. Ho provato un grandissimo piacere, che a tratti definirei terapeutico. Dopodiché ho mostrato ciò che avevo realizzato ad un amico fumettista di mestiere, un professionista del disegno. Da lui ho ricevuto un caloroso incoraggiamento, che mi ha spinto a continuare e a non fermarmi”, racconta con una certa soddisfazione.

Attualmente Taresco ha all'attivo circa 100 tele. Si è letteralmente ritagliato uno spazio fisico in cui potersi dedicare giornalmente a questa nuova passione, di cui lui stesso è rimasto stupito, non avendo mai nutrito particolari aspettative sulle sue capacità in merito.

“Sono molto attratto dall'astrattismo e dalle avanguardie italiane degli anni ‘50 e poi anche da quelle americane. Ho cominciato a studiare diverse tecniche che è possibile osservare nella mostra. Dai gessi, agli acrilici, dalle tempere all’olio usato con la cera a freddo. Per adesso mi limito a studiare, mettendoci del mio. È così che nascono i miei quadri”, aggiunge l’artista.

E sul perché della scelta di chiamare la sua esposizione “Riflessi”, racconta: “mi sono collegato alla Settimana della Scienza, dato che insegno proprio allo scientifico di Vasto. Inoltre questo titolo si collega perfettamente con la mia pittura e il mio modo di concepirla”.

“Riflessi della luce sul colore”, “Riflessi dei colori e di ciò che abbiamo dentro e che viene messo su tela” e “Riflessi di ciò che questi quadri riescono a tirar fuori dalle persone, nel momento in cui li osservano, rispetto a quel particolare momento della loro vita”, questi i concetti chiave che Taresco mette al centro dell’esibizione.

“Ci sarà anche una piccola parte dedicata a mia figlia che ‘di riflesso’, guardando il padre, si è messa a dipingere, allora aveva circa due anni e mezzo, ottenendo risultati anche migliori dei miei”, sottolinea con grande orgoglio ed emozione.

Infine, gli abbiamo chiesto “Cosa ti piacerebbe trasmettere ai visitatori della mostra?”. Ecco la sua risposta: “mi piacerebbe che le persone, entrando e dedicandole un po' del proprio tempo, potessero trovare l’ispirazione per ritagliarne anche un po' per se stessi, riflettendo e cercando un senso in questa vita spesso frenetica, in cui alcune volte si va avanti senza contenuti valoriali e con una guerra ormai all'ordine del giorno, non solo interiore, ma anche reale e che causa tante morti, purtroppo anche tra i bambini”.

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