Scritto sul Corpo”

 

 Il Polo Liceale Mattioli di Vasto dedica anche quest’anno una riflessione sulla poliedricità ed unicità del mondo femminile. L’ONU dal 1999 ha istituito il 25 novembre come giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sulla violenza di genere.

La personale del docente e musicista originario di Casalbordino presso la Sala Mattioli in pieno centro a Vasto VASTO.

“Riflessi. L'arte, il colore, uno specchio di noi, l'Eco di una possibile identità da assumere”, così si intitola la personale curata da Guerino Taresco, che sarà possibile visitare dal 20 al 26 gennaio, dalle ore 16. alle 20, presso la sala “R. Mattioli”.

Il distacco dalle cose, il bisogno di silenzio, l’assenza di figure umane.

Intervista al professor Guerino Taresco, artista e musicista

Durante il Festival della Scienza Ad/Ventura, Sala Mattioli ha ospitato la mostra personale dell'artista, musicista e professore Guerino Taresco, intitolata "Riflessi". Abbiamo dunque avuto la possibilità di parlare con lui delle sue grandi passioni.

Guero – Guerino Taresco – nasce come musicista, fin da ragazzo amante segreto della Dea Musica, in particolare dei suoni prodotti dalle corde, prima con la chitarra e il basso e infine con il contrabbasso, che diventa il suo strumento principale. E’ un musicista molto versatile, capace di spaziare con estrema naturalezza dal jazz alla musica classica e si interessa con curiosità di vari generi musicali, sempre con apertura e curiosità tecnica e intellettuale. Grazie anche all’esperienza dell’attività didattica al liceo, si consolida in lui, assieme alle sue fervide capacità osservative e immaginative, la convinzione della stretta connessione tra mondo dei suoni e mondo delle immagini.

Il distacco dalle cose, il bisogno di silenzio, l’assenza di figure umane. Sono questi gli elementi che per primi colpiscono della pittura di Guerino Taresco, nata nell’urgenza di dare forma e colore a voci, misteri insondabili, venti impetuosi che agitano l’animo di chi ha fatto dell’arte una ragione di vita. Perché, che si parli di pittura di musica o di letteratura, fa poca differenza. Quello che conta è il segno. Una nota su uno spartito, un verso celebre sulla pagina di un libro, una pennellata decisa sulla tela: le opere rinviano alla natura plurisignificante di questa rassegna pittorica che in punta di piedi entra nel cuore dello spettatore. Con il loro linguaggio muto, i quadri parlano parole oscure e inaccessibili, babeliche e misteriose, sommesse o travolgenti.

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